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domenica 5 agosto 2018
La CUET 2018 incorona Enzo Romeri e Giuliana Gionghi

Enzo Romeri e Giuliana Gionghi hanno iscritto il loro nome nell’albo d’oro della Comano Ursus Extreme Trail e si sono imposti nella gara lunga di 58 chilometri e 4580 metri di dislivello, emulati nella prova di 34 chilometri dal fiemmese del Team La Sportiva Francesco Trenti e dalla portacolori della Road Runners Club Milano Sofia Scanziani.
Oltre 150 runner hanno risposto all’appello lanciato dalla Comano Mountain Runners del presidente Marco Buratti e si sono confrontati sul doppio percorso disegnato sul territorio delle Giudicarie Esteriori, con arrivo nel caratteristico borgo di Rango, conosciuto come uno dei più belli d’Italia. Romeri, trentino di Fai della Paganella, si è reso protagonista di una gara in progressione e ha fatto la differenza nella seconda parte del tracciato, la più tecnica, dopo che il candidato numero uno alla vittoria – il bergamasco Luca Carrara – era stato costretto al ritiro poco dopo metà gara a causa di un risentito muscolare, lui che era reduce dal successo al Gran Trail Orobie del weekend precedente.
Scattati da Comano Terme alle 6 del mattino, i partecipanti alla Cuet 58 si sono dati sportiva battaglia sul suggestivo percorso che prevedeva il passaggio sul Monte Casale, quindi sulla Cresta del Brento, al rifugio San Pietro, al Lago di Tenno, al Passo del Ballino e a Malga Nardis, a precedere il transito in vetta all’impegnativa ascesa del Doss della Torta, il “giro delle Cime”, la discesa da Malga Stabio e l’ultimo tratto verso il traguardo. Dopo il via si sono avvantaggiati in quattro, tra cui Romeri, Roberto Viliotti, Luca Carrara e il runner della Costiera Amalfitana Giovanni Ruocco, che ha provato il forcing. Romeri, che conosceva le insidie e le particolarità tecniche della seconda parte del tracciato, ha preferito non rispondere subito ed è andato in progressione, riuscendo a fare la differenza e a scavare un gap poi rivelatosi incolmabile per gli avversari.
Enzo Romeri ha raggiunto il traguardo di Rango in perfetta solitudine e ha portato a termine la propria fatica in 7h27’24” (media di 7’42” al km), staccando di oltre 16 minuti il secondo classificato, Giovanni Ruocco (Team Anima Trail), che ha fermato il cronometro sul tempo di 7h43’31” e preceduto Roberto Viliotti della Mud & Snow (7h48’15”) nella sfida per la piazza d’onore. Più staccati tutti gli altri, con l’altoatesino del Team La Sportiva Christian Insam che si è accomodato ai piedi del podio, quarto in 8h07’20”, seguito da Mirko Fioretti, Fabrizio Ridolfi e dall’atleta locale Ivan Serafini, settimo.
Più netta la vittoria al femminile di Giuliana Gionghi, atleta di San Lorenzo in Banale che correva sui sentieri di casa. La Gionghi ha preso il comando delle operazioni già nelle prime battute di gara e ha poi aumentato il proprio vantaggio di chilometro in chilometro, andando a chiudere a braccia alzate con il tempo di 10h05’06”, di 52 minuti più basso rispetto a quello fatto segnare dalla emiliana Daniela Montelli, seconda in 10h57’21”.
Prima dell’arrivo di Romeri e Gionghi erano stati decretati i vincitori della Cuet 34, che prevedeva 2400 metri di dislivello, con partenza e arrivo a Rango e un tracciato che ricalcava quello della seconda parte della gara lunga, con transiti da Malga Nardis, Doss della Torta e Malga Stabio. La prova maschile è stata caratterizzata dalla sfida a distanza tra Francesco Trenti e Davide Delladdio (già terzo lo scorso anno): ha avuto la meglio il fiemmese, che nella seconda parte di gara ha visto riavvicinarsi il rivale, ma è riuscito a difendere il proprio vantaggio, primo al traguardo in 4h08’10” (media 7’17” al km). Delladdio ha scalato un gradino del podio rispetto al 2017, argento in 4h09’42”, mentre il bronzo è andato al portacolori della società organizzatrice Andrea Titta (4h32’59”), seguito a poco meno di 4 minuti di distanza da Marco Gubert.
Sviluppo simile per la parallela gara femminile, vinta da Sofia Scanziani in 5h43’59”, con le due trentine Irene Zamboni (Marathon Club Trento) e Luisa Salvadori a completare il podio, rispettivamente con il tempo di 5h51’28” e 6h28’53”. Attorno alle ore 17 della caldissima giornata di inizio agosto, si è abbattuto sulla parte finale del percorso un forte temporale che, per motivi legati unicamente alla sicurezza degli atleti, ha spinto la giuria di gara - pur con il dispiacere del caso - a fermare gli ultimi concorrenti sul percorso.
Nel pomeriggio, inoltre, è andata in scena anche la prima edizione del Mini TrAIL, una gara giovanile che ha visto protagonisti a Rango i baby runner e il cui ricavato delle iscrizioni è stato devoluto interamente in beneficienza all’AIL, l’Associazione Italiana per la Lotta alle Leucemie.
È andata così in archivio anche la seconda delle tre prove del nuovo Comano Mountain Circuit, con tanto di applausi per il comitato organizzatore, ora focalizzato sul prossimo appuntamento, quello con la SkyGhez del 22 settembre.

Un suggestivo passaggio di gara della Comano Ursus Extreme Trail (foto Samuele Guetti)
Un suggestivo passaggio di gara della Comano Ursus Extreme Trail (foto Samuele Guetti)

Le voci dei protagonisti

Dopo 58 chilometri di fatica, Enzo Romeri ha liberato la propria gioia sul traguardo allestito nel suggestivo borgo di Rango, comprensibilmente soddisfatto per aver centrato il successo in una gara combattuta fin dalle prime battute. «La gara è stata tirata fin dalle prime battute – spiega il vincitore – Nel primo tratto in salita verso il Monte Casale eravamo in quattro, tra cui Carrara ed io. Poi Ruocco ha preso un po’ di vantaggio ma, conoscendo un po’ il percorso, sapevo che tutto si sarebbe deciso nella seconda parte. Prima di Malga Nardis (41° km), infatti, lo ho ripreso e poi ho cercato di dare tutto quello che avevo. Sono riuscito a prendere un buon margine e a quel punto ho stretto i denti fino all’arrivo. È stata davvero una grande soddisfazione».
Come ha trovato il percorso? «Non posso che fare i complimenti agli organizzatori – replica Romeri – I sentieri erano molto curati, il tracciato ben segnalato e penso che questa gara non possa che crescere in futuro. Abbina una prima parte più corribile, come è tipico dei trail, a una seconda che si avvicina molto più a una sky race: un binomio che trovo azzeccato».
Assieme a Romeri è salita sul gradino più alto del podio della Cuet 58 anche Giuliana Gionghi, che ha battuto la concorrenza della grande favorita della vigilia, l’emiliana Daniela Montelli, vincitrice a giugno della Dolomiti Extreme Trail di 103 km. «A un certo punto la gara sembrava non finire più – racconta Giuliana Gionghi – Sono stata in testa fin dai primi chilometri, anche se sapevo che sarebbe stata la seconda parte del percorso a decidere tutto. Non avevo riferimenti precisi sul mio vantaggio e c’è stato un momento in cui pensavo che la mia diretta concorrente alla vittoria venisse a prendermi. Poi ho visto che dietro di me non c’era nessuno e mi sono detta: “questa volta è mia”. Ho dato veramente tutto e penso di essermi meritata questa vittoria. Sono davvero contenta».
«Un percorso stupendo – aggiunge la vincitrice della Cuet 34 Sofia Scanziani – Lo rifarei subito. Magari non già domani, visto che la fatica si è fatta sentire, anche per il grande caldo, ma questa gara mi è piaciuta davvero molto. Non è stato facile avere la meglio sull’atleta che mi seguiva, ma sono riuscita a gestirmi bene e a chiudere nel migliore dei modi la mia giornata».
L’ha chiusa a braccia alzate anche il fiemmese del Team La Sportiva Francesco Trenti. «Ammetto che nel finale ho dovuto stringere i denti, ma tenevo molto a questa gara – commenta Trenti – Non c’è mai stato un momento in cui mi sono potuto rilassare perché Delladdio era lì dietro, a cinque minuti o poco più da me. È stata una bella sfida a distanza e sono contento di averla vinta. È stato determinante idratarsi bene e gestire le energie, perché in giornate come questa basta poco per andare in crisi. Il caldo ci ha messi a dura prova. Voglio complimentarmi anche con gli organizzatori per la scelta del percorso, bello e variegato, corribile nella prima parte e molto tecnico nei passaggi lungo le creste».

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