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SuperLega

La Trentino Itas perde tre set di fila ed esce dalla Champions

Che la stagione 2025-2026 dell’Itas Trentino potesse finire con largo anticipo rispetto alle ultime venti, si era capito già da qualche settimana, dato che il forfait definitivo di Michieletto e le pessime condizioni di forma, per motivi diversi, della coppia di posto 4 composta da Lavia e Ramon, sono elementi tali da non lasciare spazio ad alcuna illusione di fare strada né nei playoff, né in Champions League. Che però potesse finire così presto, dopo la vittoria al tie break conquistata in Polonia la settimana scorsa, non era certo ipotizzabile. Invece il PGE Vasravia è riuscito a strappare la qualificazione, vincendo la partita per 2-3 e poi facendo proprio anche il golden set.
La squadra polacca, compagine di buon livello ma non certo un top team, appoggiata su una coppia di posto 4 avviata verso il declino (Tillie – Bednorz), su un opposto discreto ma che in Italia faticherebbe a trovare posto in SuperLega (Gomulka), su un palleggiatore ordinato e su due ottimi centrali (quelli sì), è riuscito a ribaltare il risultato dell’andata al termine di una maratona lunga 2 ore e 41 minuti, nel corso della quale si è visto tutto e il contrario di tutto: momenti in cui ha dominato una squadra, momenti in cui ha dominato l’altra, 17 time out, 18 videocheck usati anche solo per prendere tempo e fiato o per spezzare il ritmo agli avversari, discussioni e polemiche, errori marchiani, ma anche rari momenti di pallavolo di alto livello.

La squadra di Mendez ha buttato nel bidone dell’umido il primo set, che conduceva per 16-11 per colpa delle imbarazzanti ricezioni di Ramon, giocatore collassato in questo finale di stagione, ne ha giocati altri due discreti, vincendoli senza patemi, ma poi ha terminato la benzina e si è avviata lungo un calvario nel corso del quale è riuscita a perdere meritatamente (va sottolineato) quarto set, tie break e golden set. Un’infilata disastrosa, in sintonia con questa stagione, sabotata alle fondamenta da due pesantissimi infortuni e affossata soprattutto dalle difficoltà del pacchetto di posti 4 utilizzabili, composto da Ramon, ormai alla frutta, Lavia, appena all’inizio del lungo percorso che ha intrapreso per tornare a giocare ad alti livelli, e Bristot, che purtroppo non è mai riuscito a ritagliarsi uno spazio significativo nemmeno in una situazione drammatica del genere.
In uno sport corale come la pallavolo non possono bastare gli sforzi inumani di Sbertoli e Faure, che anche oggi si sono spesi fino all’ultima goccia di energia disponibile, e le prestazioni sufficienti dei due centrali Flavio e Torwie, per portare a casa una vittoria pur contro un avversario non irresistibile. Non per nulla giunto terzo nel proprio girone di qualificazione. L’avventura in Champions si chiude qui. Se ne riparlerà, se va bene, fra due anni.
(ac)

La cronaca

La Trentino Itas si presenta di fronte al proprio pubblico con lo stesso schieramento visto in campo domenica sera contro Civitanova Marche: Sbertoli al palleggio, Faure opposto, Lavia e Ramon schiacciatori, Flavio e Torwie centrali, Laurenzano libero. Il PGE Projekt propone uno starting six con Firlej in regia, Gomulka opposto, Bednorz e Tillie schiacciatori, Kochanowski e Semeniuk centrali, Wojtaszek libero.

I padroni di casa provano subito a scappare in avvio di match (2-0 e 6-4), sfruttando il braccio già caldo di Faure, ma l’ace di Bednorz su Lavia vale la parità a quota 7. Un’invasione a rete di Gomulka vale il nuovo allungo gialloblù (9-7), poi lo stesso schiacciatore calabrese realizza in attacco il +3 (12-9) e poi anche il +4 (14-10), che costringe i polacchi a rifugiarsi in un time out. Alla ripresa, il PGE Projekt si rifà sotto ancora con Bednorz (16-14); Mendez interrompe a sua volta il gioco, ma alla ripresa due muri di Semeniuk valgono l’aggancio a quota 16. La Trentino Itas riparte con Faure (18-16) e si tiene il vantaggio sino al 21-19, prima di subire il break point di Bednorz (21-21). Il muro di Torwie sul neoentrato Weber vale il 23-21, ma è ancora l’ex schiacciatore di Modena ad ergersi a protagonista assoluto, realizzando da posto 4 due break point in fila che valgono il 23-24; l’errore a rete di Lavia consegna il primo set agli ospiti (23-25).
Non bastano all’Itas il punto in più conquistato in attacco (16-15) e un errore in meno (1-2) per spuntarla, giacché a muro (1-3) e al servizio (0-1) prevale Varsavia.

Dopo il cambio di campo, la Trentino Itas non si scompone e torna subito a giocare la pallavolo bella ed efficace messa in mostra per buona parte del primo set; Faure e Lavia guidano la squadra all’allungo (5-2 e 7-3) e poi difendono il vantaggio acquisito a suon di cambiopalla, fase in cui offre un grande contributo anche la soluzione centrale (11-7 e 13-9). L’ace dello schiacciatore calabrese sigla il +5 (15-10), massimo vantaggio, e costringe Nalepka a correre ai ripari con un time out; alla ripresa, Bednorz ed un errore di Faure riportano i polacchi in partita (15-13). Mendez interrompe il gioco, ma in seguito Gomulka firma il meno uno (17-16); servono l’ace di Ramon (19-16) e il contrattacco di Lavia per riallargare le distanze (20-16). I gialloblù stavolta salvaguardano il prezioso tesoretto di break point (23-19) e anzi nel finale lo incrementano per il 25-19 che vale l’1-1 nel computo dei set.
Le due squadre impattano in attacco (14-14), benché Trento vanti percentuali migliori (54%-47%), quindi anche in questo caso a fare la differenza sono i muri (1-0) e soprattutto gli ace (4-0). Lo score di Faure è già a quota 15 punti.

I campioni d’Italia non mollano la presa neanche in avvio del terzo parziale (3-1 e 7-3), con Faure e Torwie (attacco e muro) sugli scudi sin dai primi scambi. Il PGE Projekt chiama time out e alla ripresa cerca di riavvicinarsi coi servizi di Firlej (11-9), ma è solo un attimo perché poi i servizi di Sbertoli (anche un ace diretto oltre a due ricostruite semplici) creano un nuovo gap in favore dei gialloblù (16-9), che corrono veloci verso il 2-1 interno (20-15, 22-16) e lo ottengono già sul 25-19 con l’ace di Ramon.
La superiorità gialloblù viene costruita in tutti i fondamentali: in attacco (13-10), a muro (4-0), e al servizio (3-2) nonostante una ricezione penosa (25% di tocchi positivi).

Nel quarto periodo la lotta torna ad essere punto a punto (4-4, 8-8) con le rispettive fasi di cambio palla che funzionano bene; Varsavia piazza un break sull’8-10 grazie ad un errore a rete di Lavia e si tiene stretto il +2, prima di allungare con Bednorz (11-14, time out di Mendez). La Trentino Itas vacilla ma non molla (14-16, muro di Ramon su Gomulka) e con Lavia si riporta in scia (16-17); l’attacco di Gomulka offre un nuovo spunto ai polacchi (18-21), ma Ramon non ci sta (20-21). Il rush finale è però di marca ospite, con l’errore al servizio di Lavia e quello in attacco di Faure (20-23); tanto basta per garantirsi il tie break (21-25).
Appoggiato su una ricezione nuovamente pessima (26%), l’attacco trentino va in crisi e paga dazio con un importante 11-14. Non va meglio a muro (2-3) in una frazione in cui i servizi non incidono (0 ace).

Il quinto set inizia male per Trento (2-5), ma Faure e Ramon la riportano in carreggiata (6-6); il muro di Torwie vale il 10-10 dopo che Bednorz aveva garantito un +2 esterno (6-8) in corrispondenza del cambio di campo. Lo schiacciatore mette a segno un altro break point (11-13), che di fatto vale il parziale di spareggio, che poi si materializza sul 12-15 (errore al servizio di Lavia).
Il trend negativo del flusso ricezione (23%) - attacco (41%), in casa Itas, prosegue inesorabile e con 7 punti contro 10, ai quali si aggiunge un errore in più trentino (2-1), la frazione non può che essere polacca.

Il golden set vede la Trentino Itas uscire meglio dai blocchi con Lavia (3-1 e 5-3) e poi allungare con Ramon (7-4); Semeniuk e Gomulka però rispondono subito (7-7). I servizi di Kochanowski mettono in crisi i gialloblù, che vanno sotto di tre (7-10), sommando errori in posto 4; Mendez inserisce allora Bristot per Ramon ma è troppo tardi. Il PGE Projekt non si fa più riprendere (9-13) e stacca la qualificazione ai quarti sull’11-15.
Nessuna novità sul fronte statistico: ricezione imbarazzante nella metà campo di casa (26%) e attacco che paga dazio (48%-63%) seppur di poco (8-9). Pesano come macigni i 2 errori su azione contro 0 e le 3 battute sbagliate contro 1.

Il tabellino

Trentino Itas - PGE Projekt Warszawa 2-3 (23-25, 25-19, 25-19, 21-25, 12-15) + golden set 11-15
TRENTINO ITAS: Torwie 9 (7a+2m), Sbertoli 1 (1b), Ramon 16 (11a+2m+3b), Flavio 7 (6a+1m), Faure 34 (30a+1m+3b), Lavia 20 (14a+4m+2b), Laurenzano (L); Gabi Garcia, Pesaresi, Acquarone, Bristot 1 (1a). N.e. Boschini, Sandu, Bartha. All. Marcelo Mendez.
PGE PROJEKT: Bednorz 16 (14a+1m+1b), Semeniuk 15 (10a+5m), Gomulka 24 (23a+1m), Tillie 15 (15a), Kochanowski 9 (8a+1m), Firlej 1 (1b), Wojtaszek (L); Weber, Kozlowski, Firszt. N.e. Klos, Koppers, Strulak. All. Kamil Nalepka.
ARBITRI: Ovuka di Sarajevo (Bosnia-Erzegovina) e Miklosic di Maribor (Slovenia).
DURATA SET: 31’, 29’, 26’, 34’, 18’, 23’; tot 2h e 41’.
NOTE: 2.739 spettatori. Trentino Itas: 10 muri, 9 ace, 24 errori in battuta, 9 errori azione, 52% in attacco, 28% (6%) in ricezione. PGE Projekt: 8 muri, 3 ace, 18 errori in battuta, 10 errori azione, 53% in attacco, 49% (20%) in ricezione. Mvp Semeniuk.

Le nostre pagelle

RICCARDO SBERTOLI (pal) 8 – Non è solo il capitano, è anche l’anima di una squadra martoriata dalle difficoltà che prova a non rassegnarsi. Oltre a svolgere il proprio lavoro ordinario, cerca di mettere pressione con il servizio, difende tutto quello che può, andando anche a prendere palloni che non dovrebbero essere suoi, striglia i compagni e si batte con gli arbitri quando ha buone ragioni per farlo. Vada come vada questa stagione, lui il suo lo ha fatto sempre in pieno.

THEO FAURE (opp) 8 – Anche l’opposto francese in questo periodo sta gettando il cuore oltre l’ostacolo, attaccando quantità enormi di palloni con percentuali altissime (64%) se si considera che il muro avversario lo aspetta sempre al varco. Mette anche sul piatto e ace e un muro, ma è una voce solista in un coro che non riesce ad accompagnarlo.

DANIELE LAVIA (sch) 5,5 – L’impegno non manca mai, ma la forma è ancora quella che è. In ricezione è l’ombra dei giocatore che ricordavamo prima dell’infortunio, in attacco sa bene cosa dovrebbe fare, ma non sempre gli riesce e quasi mai con la potenza necessaria. In condizioni normali avrebbe dovuto alternarsi “cum grano salis” a Ramon, ma in questa situazione diventa indispensabile anche se non è pronto. Paradossalmente, visto il tipo di infortunio che ha subito, il fondamentale nel quale sta giocando meglio è il muro e almeno questa è una buona notizia perché significa sia che il dito lesionato regge, sia che non ha alcuna paura di metterci le mani.

JORDI RAMON (sch) 4,5 – Rispetto alla prima metà della stagione, quando aveva stupito tutti per il modo in cui era riuscito a rendersi utile alla causa, soprattutto al servizio e in attacco, sembra un altro giocatore. In peggio, ovviamente. Con il passare del tempo e con l’accumulo della stanchezza è diventato sempre più vulnerabile in ricezione, che dalle sue parti viaggia su percentuali terrificanti anche quando arrivano battute float, e sempre meno efficace in attacco. Rimane sempre in campo solo perché non esistono alternative praticabili.

FLAVIO GUALBERTO (cen) 6 – Svolge il proprio compitino con ordine, ma non va oltre l’ordinaria amministrazione, anche perché con una ricezione del genere i centrali posso fare solo da spettatori in attacco. A muro è quasi come se non esistesse (1 solo block in 6 set), mentre al servizio qualche grattacapo a Bednorz e compagni lo dà, almeno nei primi tre set.

SIMON TORWIE (cen) 6,5 – Mezzo voto in più rispetto al brasiliano, perché vanta un muro e un attacco in più e perché è appena all’inizio di una carriera che potrebbe essere interessante con i mezzi fisici che si ritrova. Non può essere certo additato come uno dei responsabili del ko, ma non ha mai nemmeno messo in campo qualcosa che potesse aiutare la squadra a girare la partita, come ha fatto Semeniuk per esempio.

GABRIELE LAURENZANO (lib) 6 – Essere al centro della peggiore linea di ricezione della SuperLega non deve essere facile per il libero calabrese, che vanta numeri appena sufficienti, toccando però solo 25 palloni su 100. In difesa prende quello che può, ma spesso la squadra non riesce a trasformare questo lavoro in punti. Un periodaccio anche per lui.

Autore
Andrea Cobbe
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