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Sinner, due Wimbledon e il numero 1 blindato fino a ottobre

Jannik Sinner ha festeggiato il compleanno il 16 agosto con la lettera aperta della Federtennis. La sua carriera comincia a essere misurata con i primati che il tennis considera intoccabili. Ha compiuto venticinque anni e la Federazione Italiana Tennis e Padel lo ha festeggiato con una lettera aperta di auguri. Il testo ricorda quanto il movimento italiano avesse atteso un numero uno del mondo, arrivato con lui nel giugno 2024.
Il regalo se l'era portato da Londra un mese prima, battendo Alexander Zverev in quattro set nella finale di Wimbledon. È il decimo giocatore capace di vincere due volte consecutive sull'erba dell'All England Club, e la sua posizione in testa al ranking ATP è al sicuro almeno fino a ottobre.

Tredici volte lo stesso torneo

Il confronto più scomodo arriva dalla terra rossa di Parigi. Ok Tennis ha ricostruito la saga di Rafael Nadal al Roland Garros partendo da una cifra che somiglia a un errore di stampa, cento vittorie su 102 partite giocate al Bois de Boulogne.
Tredici titoli nello stesso Slam, con la finale del 2020 contro Novak Djokovic chiusa 6-0 6-2 7-5 e sei errori gratuiti dello spagnolo nei primi due set. Per arrivare a quella quota, un giocatore che oggi ha venticinque anni dovrebbe vincere il Roland Garros ogni anno fino al 2039.
La ricostruzione di Ok Tennis allarga il confronto oltre il tennis, mettendo i tredici titoli parigini accanto ai record di altri sport, dalle medaglie olimpiche di Michael Phelps alle serie di imbattibilità che nessuno ha più avvicinato. È il modo più chiaro per capire di cosa si parla quando si dice che un primato è irripetibile.
Altri primati appartengono a epoche diverse del tennis e per questo restano fermi dove sono. Le 125 vittorie consecutive di Chris Evert sulla terra battuta, con Nadal che si fermò a 81. Il doppio Grande Slam nello stesso anno solare di Rod Laver, nel 1962 e nel 1969. Il Golden Slam di Steffi Graf nel 1988, quattro Major più l'oro olimpico in dodici mesi.

Il primato che riguarda l'Italia

Sinner non rincorre nessuna di quelle cifre. La sua carriera si misura sulla continuità in un circuito che logora e i titoli agli Australian Open del 2024 e del 2025, lo US Open del 2024 e i due Wimbledon di fila raccontano un giocatore che vince su superfici diverse in stagioni ravvicinate.
Prima di lui nessun italiano era stato numero uno del mondo. Il giocatore che ha rotto quella tradizione è cresciuto a Sesto Pusteria, in una valle dove i campi da tennis si contano sulle dita e gli impianti da sci molto meno. Anche nelle valli trentine il movimento giovanile si regge su numeri di quel tipo: a Tuenno, in agosto, il Grand Prix Activa ha portato in campo quasi ottanta ragazzi delle categorie under e da bacini così stretti esce un giocatore da classifica mondiale una volta ogni molte generazioni.
Sul primo posto pesa il modo in cui viene calcolata la classifica. Il ranking ATP lavora su cinquantadue settimane e ogni punto conquistato un anno fa va difeso nello stesso torneo dell'anno successivo, quindi la posizione di un giocatore dipende tanto dai risultati nuovi quanto da quelli che sta scartando. Nel caso dell'altoatesino il margine accumulato nella prima parte di stagione tiene il primo posto al riparo fino all'autunno.

Quanto dura una finestra

A venticinque anni un tennista è nel pieno della maturità fisica e il conto dei tornei giocati inizia a farsi sentire sulla schiena e sulle ginocchia. Nadal ha vinto il suo ultimo Roland Garros a 36 anni, Djokovic ha giocato finali Slam oltre i 35, Roger Federer ha tenuto il livello massimo fino ai 36.
Sono eccezioni e nessuna di quelle carriere si è costruita rincorrendo un record preciso. Per l'altoatesino il traguardo credibile non è la caccia ai tredici sigilli di un altro, è restare in quota abbastanza a lungo perché fra dieci anni il conto dei suoi Major sia il numero di riferimento per chi verrà dopo.

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