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Cricket: è supersfida azzurra contro le Isole Cayman

Multietnica, con tanti talenti. Non è ancora la Giovane Italia di Cesare Prandelli ma qui in Trentino è comunque già una realtà, almeno nel suo piccolo. Per rendersene conto basta guardare i volti sorridenti dei ragazzini che qualche settimana fa, tra le colline di Rastignano, a una manciata di chilometri da Bologna, hanno vinto lo scudetto nel campionato nazionale under 19 e regalato al Trentino Cricket Club il titolo probabilmente più importante della sua giovane storia. Più dell’estemporanea Coppa Italia conquistata nel 2000, più ancora probabilmente del titolo under 15 ottenuto nel 2005 a Preore nelle Giudicarie. L’ultimo è un successo che parte da lontano, dalla volontà forte e determinata che nelle ultime stagioni ha spinto la società del presidente Amar Naveed a fare di necessità virtù, ad investire con convinzione su settore giovanile e integrazione. Risorse essenziali per pensare al futuro di questa disciplina, tenacemente aggrappata alle sue tradizioni eppure in continua, inarrestabile evoluzione. Molti dei giovanissimi campioni giocano già da titolari nella formazione maggiore che quest’anno sta facendo faville nel campionato di serie A, seconda a poche lunghezze di distanza dai pluricampioni del Pianoro. Sono i figli di un Trentino nuovo, nati in città assolate del Pakistan, come Gujarat, Rawalpindi o Lahore, dove il cricket non è semplicemente un gioco ma una religione, ma già pienamente assimilati. Italiani di seconda generazione, come nel caso del Waqas Asghar, che vive e studia da ragioniere a Rovereto, protagonista con la nazionale italiana agli ultimi campionati europei under 17 disputati sull’Isola di Man.

Il sogno è diventare un giorno un giocatore professionista, come quelli che scaldano i cuori dei milioni di appassionati di questo sport, dopo il calcio il più seguito e praticato nel mondo. Un sogno probabilmente destinato a rimanere tale ma intanto con i suoi compagni della prima squadra avrà la possibilità di toccare con mano per la prima volta il cricket con la “C” maiuscola, sempre lì a Rastignano, dove l’erba non sarà scintillante come quella dei prati inglesi ma dove si trova l’unico stadio consacrato a questo gioco finora in Italia. Proprio sull’ovale emiliano il Trentino martedì prossimo disputerà un’amichevole di lusso, come si dice in questi casi, contro la nazionale delle Isole Cayman, una sfida esotica con una piccola ma significativa realtà di questa disciplina, non fosse altro per il fatto che si tratta di una selezione proveniente da suggestivi lidi caraibici, noti paradisi naturali e fiscali dove il cricket è sport nazionale al pari dell’atletica. Per le Isole Cayman la partita rappresenterà un test utile a saggiare le condizioni del campo e del pitch, in vista del torneo di qualificazione ai mondiali asiatici del 2013 che si svolgerà proprio in Italia, dal al 14 al 22 agosto p.v. e che promuoverà le migliori due alla fase successiva, in programma a gennaio ad Hong Kong. Una prima volta storica per tutto il movimento nazionale, cresciuto enormemente negli ultimi anni, e una verifica probante per le ambizioni della selezione azzurra, chiamata a confermare gli ultimi significativi progressi contro avversarie di rango, in rappresentanza di cinque continenti per quella che è stata definitiva un’inedita sfida globale. Ad affrontarsi sui campi di Rastignano, Bologna e Medicina saranno infatti le nazionali di Stati Uniti, Argentina, Tanzania, Nepal, Isole Cayman e naturalmente Italia. “Non vediamo l’ora di affrontare questo torneo," ha spiegato con enfasi Theo Cuffy, il coach delle Islands, una delle favorite alla vittoria finale: "E’ la prima volta che veniamo in Italia e siamo molto eccitati dalla prospettiva di giocare nel vostro paese.” “Noi siamo soltanto curiosi di scoprire che effetto fa giocare contro un team professionistico, di capire quale possa essere la differenza di valori tecnici e agonistici” ribatte sorridendo il presidente trentino Amar Naveed, “E’ un onore poter giocare una partita di questo genere e daremo il massimo per fare una bella figura.”

(fonte organizzatori)

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