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Koech e Schoneborn padroni alla Garda Half Marathon

Il podio della gara maschile sui 21 km (foto Merler)
Il podio della gara maschile sui 21 km (foto Merler)

La matematica non mente e nella 19ª edizione della Garda Trentino Half Marathon a tagliare il traguardo davanti a tutti sono stati i due atleti con il miglior personale sulla distanza di 21,097 km, ovvero il keniano Solomon Koech e la tedesca Rabea Schoneborn, che hanno così inciso il proprio nome nell'albo d'oro per la prima volta. Simile anche la dinamica delle due competizioni, maschile e femminile, con un gruppetto formato da tre keniani e da due tedesche a staccare gli avversari e a controllarsi fra loro, per poi decidersi tutto a due chilometri dal traguardo, quando Koech e Schoneborn hanno lanciato l’attacco vincente. A sfatare il tabù dei due podi completamente stranieri, ci hanno pensato poi due altoatesini, Michael Hofer di Nova Ponente e la pusterese Agnes Tschurtschenthaler, capaci grazie ad un eccellente finale ad aggiudicarsi il terzo posto.
Interessante anche il riscontro cronometrico dei due trionfatori di giornata, che hanno gareggiato accompagnati da una pioggia non comunque fastidiosa. Solomon Koech, alfiere dell’Atletica Libertas Livorno, ha concluso la sua prova con il tempo di 1h03’06”, decisamente interessante se consideriamo che il record stabilito nel 2008 dal quotato Peter Chesang Kurui è rimasto imbattuto per 1 minuto e 16 secondi, mentre la prestazione della berlinese Rabea Schoneborn di 1h14’37” si è avvicinata molto a quella della primatista italiana Ivana Iozza, tant’è che il primato è sfuggito per 54 secondi.
Un’edizione risultata dunque particolarmente avvincente, con gli organizzatori, diretti da Sandro Poli e da uno staff altamente professionale, costretti a fare gli straordinari per far rispettare le normative in materia sanitaria. Ma a ripagare dell’impegno ci hanno pensato anche in questa occasione i numeri, lontani da quelli dell’epoca pre covid, ma rilevanti visto il difficile momento, considerando che in totale gli iscritti al pacchetto di gare della Garda Trentino Half Marathon sono risultati 3559, con runner provenienti da ben 42 nazioni, nonostante l’assenza di molti stranieri. Cifre che confermano questo evento fra i più partecipati d’Italia.
Classifiche alla mano della sfida K21 Solomon Koech è riuscito ad avere la meglio sul traguardo di piazza III Novembre a Riva del Garda per 14 secondi nei confronti del compagno di fuga Peter Mwaniki Njeru, mentre sul terzo gradino del podio è giunto il sorprendente altoatesino Michael Hofer, con un ritardo di 4’08” e capace di realizzare il suo record personale sulla meza maratona. Fuori dal podio troviamo poi l’altro keniano con una predisposizione anche per la corsa in montagna Dennis Bosire Kiyaka, quindi l’ex spiepista azzurro Peter Lanziner, Davide Andersag, Claudio Ferremi, Nicolò Zorzi, Matthias Agethle e Silvano Beatrici.
In campo femminile la vincitrice delle ultime due edizioni della Garda Trentino Half Marathon Thea Heim, quest’anno ha dovuto cedere il testimone alla connazionale Rabea Schoneborn, staccata di 27secondi rispetto alla trionfatrice di giornata. Terzo gradino del podio per l’altoatesina del Niederdorf Asv Agnes Tschurtschenthaler, a 1’30” dalla leader, quindi dietro troviamo la svizzera Samira Schnuriger e la tedesca Amelie Gugglberger.
Ad aprire la mattinata ci hanno pensato poi i runners iscritti alla 10K, con partenza da Arco e arrivo sempre nel centro di Riva del Garda, dopo aver percorso la pista ciclabile del Sarca e la lungolago. In campo maschile il più veloce è risultato l’austriaco Roberts Glazer con il tempo di 32’36”, davanti ai due italiani Dario Meneghini, bruciato allo sprint, ed Enrico Vecchi a 31 secondi. La sfida rosa ha visto primeggiare la trentina residente a Verona Arianna Lutteri con il tempo di 37’15”, giunta al traguardo in solitaria, staccando di 1’36” la compagna di squadra Veronica Bacci, con Lisa Carraro terza.
Ha fatto il debutto nel programma della Garda Trentino Half Marathon la sfida sui 5 km da Torbole al centro di Riva, con affermazioni di Nicola Grassi su Jonni Leoni e della tedesca Iva Blunm su Antonia Bredeon.

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