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L'Italia si affida al trio Sinner-Berrettini-Sonego

Alzi la mano chi, fino a una decina di anni fa, si sarebbe mai aspettata questa crescita del tennis italiano. In pochi, in effetti, si sarebbero potuti attendere una simile evoluzione positiva. Eppure, i talenti sono emersi e non è assolutamente casuale il fatto di ritrovare ben tre tennisti azzurri nella top 30 del tennis mondiale.
Per poter vedere tutti e tre nella top 10 manca ancora qualcosa: se Berrettini e Sinner ne fanno già parte, dal momento che sono, rispettivamente, in settima e decima posizione, è chiaro che il salto di qualità ora è atteso da Lorenzo Sonego, tennista di origini piemontesi di 26 anni, che ha intenzione di migliorare la sua ventiseiesima posizione nel ranking internazionale.
Il leader dei pronostici tennis Betway, ha realizzato un’interessante intervista con lo storico coach Arbino, in cui si mette in evidenza un po’ tutto il percorso che è stato fatto fino a questo momento dal tennista piemontese e quello che manca per fare un ulteriore salto di qualità, sia dal punto di vista tecnico che in termini di posizionamento a livello mondiale.

Il 2022 di Lorenzo Sonego: ecco gli obiettivi

Sul blog L’insider si può apprezzare la lunga e approfondita intervista che ha visto protagonista Arbino, coach di Sonego, in cui si cerca di chiarire anche quelli che sono gli obiettivi fissati per il 2022 in cui abbiamo appena messo piede.
Se, da un lato, il 2021 è stato un anno che ha portato in dote grandi risultati, per Sonego non sono mancati pure gli scivoloni. In realtà, come ha messo in evidenza il suo allenatore, sono stati molto limitati, ma qualcuno, come ad esempio quello in Coppa Davis, lo ha ferito e non poco. In quell’occasione, scendendo un po’ più nei particolari, Sonego ha avvertito in maniera eccessiva sulle sue spalle la pressione di dover fare a tutti i costi risultato. Giocare in casa, davanti al suo pubblico, nella città in cui è cresciuto, ha emotivamente messo troppa responsabilità sul piemontese che, di fatto, non è stato mai in grado di esprimere il suo reale gioco.
Ora, per il 2022, l’obiettivo numero uno è quello di entrare nelle ATP Finals in programma a Torino, e lo saranno per cinque anni di fila. Certo, si tratta di un obiettivo ambizioso, ma lo stimolo deriverà proprio dal fatto che si gioca a Torino e che le prossime stagioni saranno quelle in cui raggiungerà, con ogni probabilità, il suo picco più alto come tennista professionista.

L’Italia, la Coppa Davis e il nuovo ciclo

In pochi si rendono conto effettivamente che il tennis italiano è protagonista di una vera e propria epoca rinascimentale. Secondo Arbino, la ragione principale è legata all’evoluzione che ha coinvolto la Federazione, non solo in termini di insegnamento del tennis, ma anche nel processo di formazione dei maestri. Anche i rapporti comunicativi tra i diversi allenatori hanno fatto dei grandi passi in avanti.
La parola collaborazione è senz’altro quella più ricorrente, permettendo di fare la differenza soprattutto in termini di organizzazione del lavoro e degli allenamenti. L’amicizia tra i vari giocatori è un altro punto di forza non indifferente di questa generazione dorata del tennis italiano. Giusto per fare un esempio, tra Sonego e Berrettini c’è un bel rapporto di amicizia, così come tra Musetti e lo stesso piemontese e anche con Sinner ora si sta formando un bel gruppo affiatato.
E la Coppa Davis? Per ora, secondo Arbino, rimane un sogno, almeno fino a quando non ci si convincerà di dover lavorare molto di più per creare un doppio fortissimo, che possa compensare qualche scivolone nel singolare.

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