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Gilberto Simoni ha ancora voglia di adrenalina in bicicletta

Quando la passione di una vita ti chiama, è impossibile non rispondere. Anche se il ciclismo professionistico è ormai solo un lontano ricordo e se le sfide in montagna, con tappe epiche conquistate a suon di scatti rappresentano il passato. Insomma, quando la bici chiama, Gilberto Simoni risponderà inevitabilmente sempre presente.
Ha le due ruote nel sangue, un legame fortissimo con la bici, ma anche un talento fuori dal comune. Simoni ha trionfato in ben due occasioni al Giro d’Italia, salendo qualcosa come cinque volte sul podio e vincendo 8 tappe in totale. Non proprio un novellino alle prime armi, per usare un eufemismo. Certo, il ciclismo di qualche decennio fa era diverso rispetto a quello odierno: ora, come svelato dal blog di Betway, uno dei più famosi siti di scommesse, ci sono tantissimi dati e una tecnologia senza precedenti. Alla fine, però, la differenza la fanno sempre i campioni che, come affermato dallo studio che è stato pubblicato sul blog sportivo L’insider, guadagnano davvero cifre impressionanti.

Dalle tappe del Giro d’Italia ai sentieri della Cape Epic
Se i risultati nel corso della sua carriera come professionista non sono mai mancati, c’è da mettere in evidenza anche come rimettersi in gioco, dopo così tanti anni, è qualcosa che fa onore al buon “Gibo”. In fondo, la stessa “sorte” è toccata ad altri grandi esponenti del ciclismo italiano degli ultimi vent’anni, come ad esempio Alessandro Petacchi cinque anni fa.
Il ciclista trentino, nato a Palù di Giovo, si rimetterà in strada, scendendo, non in pista, ma sui sentieri, in compagnia di Massimo Debertolis, che milita nella Wilier 7C Force. L’obiettivo è quello di affrontare una delle gare più belle ed emozionanti dell’off road, ovvero la Cape Epic.

Alla ricerca dell’adrenalina perduta
Una delle caratteristiche che sono sempre balzate all’occhio di chi conosce un minimo Gilberto Simoni è quella sua grande voglia di rimettersi sempre in gioco e di andare all’avventura. Con ogni probabilità, la Cape Epic si può considerare come una sorta di finale di Coppa del Mondo per tutto l’universo della mountain bike. Alla fine Simoni, insieme al suo compagno di avventura Massimo Debortolis, ha ottenuto un ottimo undicesimo posto nella penultima gara della Cape Epic nella categoria master.
Scendendo ancora un po’ più nei dettagli, ecco che si può scoprire come la Cape Epic non è di certo la sola gara che il cinquantenne trentino e due volte vincitore del Giro d’Italia ha preso parte. Nel mese di giugno, infatti, ha preso parte a Pinzolo alla gara iridata amatori di Mtb.
In tutti questi anni, gli appassionati di ciclismo dovrebbero averlo imparato a conoscere. Simoni non è di certo uno che si tira indietro o ha paura di affrontare certe sfide. Dopo aver preso la tessera da amatore e aver preso parte alla fenomenale Cape Epic di cui vi abbiamo parlato, ecco che Simoni ha preso, alla fine dello scorso mese di giugno, una decisione per certi versi inaspettata. Ovvero, prendere parte al Campionato del mondo per la categoria Master, che si è svolta proprio in Trentino.
Il ciclista trentino ha vinto per ben due volte il Giro d’Italia, dal momento che ha trionfato nella corsa in rosa nel 2001 e nel 2003. Si tratta di uno di quei corridori che fanno parte di un gruppo decisamente ristretto, visto che è stato in grado di vincere almeno una tappa in ogni grande giro. È chiaro che le sue caratteristiche di scalatore puro stanno tornando molto utili anche in montagna, motivato soprattutto dal suo spirito combattivo, che non si è mai affievolito dopo il ritiro ufficiale dalle corse.

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