Impresa del Trentino Cricket: si laurea campione d'Italia
Il cricket italiano ha un nuovo padrone, è il Trentino, che scalza dal trono i rivali di sempre, i pluricampioni emiliani del Pianoro, la squadra che da oltre dieci anni dominava la scena nazionale, conquistando il primo storico scudetto della sua non ancora ventennale storia. Dopo l’impresa di sette giorni fa a Rastignano la formazione gialloblù si ripete alle Ghiaie aggiudicandosi un confronto straordinariamente intenso e vibrante con un punteggio netto, 192 a 127, che in realtà rispecchia solo in parte le difficoltà di una gara che si è complicata presto per l’orgogliosa reazione di un Pianoro tenacemente aggrappato al temperamento forte dei suoi campioni, ben intenzionati a raddrizzare la serie e a rinviare il verdetto alla “bella”. Come all’andata il Trentino ha scelto di iniziare in battuta, forzando subito la mano con Amwar (33 punti) e Shakeel (24), protagonisti di una buona partnership di quasi ottanta punti che pareva destinata a far decollare l’inning. La caduta dei primi due battitori e soprattutto la bruciante eliminazione del giocatore più atteso, il “bresciano” Mohammed Rizwan, cannoniere principe del campionato, uscito per zero, tradito evidentemente dalla voglia di strafare, smorzavano i facili entusiasmi e lasciavano presagire un percorso tutto in salita. Nel momento più delicato era però il capitano Alaud Din a puntellare l’attacco di caso con una prova di grande sostanza e intelligenza tattica che arginava la pericolosità al lancio degli ospiti, rigenerando il morale dei compagni. Alaud (24 punti) trovava il prezioso sostegno di Fida Hussain (48) per tornare a incidere efficacemente in battuta. La perdita del capitano, penalizzato da una discutibile decisione arbitrale, incassata tra l’altro con ben poco fair play dal trentino (in arrivo una probabile squalifica da scontare in Coppa Italia a settembre), era riassorbita senza traumi dal bel comportamento del giovane Wakeel che con i suoi 27 punti provvedeva a rialzare lo score sul tabellone. Usciti di scena Wakeel e Fida il Trentino perdeva incisività in battuta ma la squadra riusciva comunque ad issarsi alla discreta e difendibile quota di 192 punti. Non un target impossibile per le vecchie volpi pianoresi che però non avevano fatto i conti con la voglia di rivalsa che animava nel profondo l’ex Alaud Din e Anwar, straordinariamente penetranti al lancio tanto da scuotere subito alle fondamenta le certezze ospiti nelle prime fasi del secondo inning. Pianoro vedeva cadere subito alcuni dei suoi pezzi da novanta come Poli e Rodrigo mentre Rizwan riscattava le incertezze in battuta con uno splendido e spettacolare catch sul giocatore avversario più temuto, il nazionale Jayasena, autore di 30 punti. Pianoro provava a ricompattarsi attorno ad un altro dei suoi giocatori più esperti e rappresentativi, il pakistano Qureschi che rimetteva momentaneamente in carreggiata i compagni. Era l’ultima fiammata degli emiliani, spenta sul nascere dai lanci di Fida e dell’indemoniato Alaud, che liberavano, dopo quasi sei ore di gioco, la gioia irrefrenabile del Trentino, per uno scudetto solo sognato ad inizio stagione. Uno scudetto meritatissimo però se si pensa che i gialloblù hanno battuto tre volte su quattro quest’anno i campioni pianoresi, un titolo che premia i progressi costanti di un gruppo giovane e promettente. Il Trentino ci era andato vicino una sola volta, nel 2000, tutta un’altra storia però rispetto a questa, perché allora i trentini erano approdati in finale da favoriti con una squadra costruita guardando ben oltre i propri confini, con giocatori che arrivavano dall’Inghilterra, come l’oriundo Benny Giordano o Micheal Bateman, tanti nazionali extraregionali e una manciata appena di elementi locali. L’epilogo amaro con i romani delle Capannelle lasciò il segno, la squadra si dissolse e il Trentino scivolò addirittura in B. La lezione è servita perché questo risultato, inseguito pazientemente per anni, rappresenta il frutto di un progetto concreto che ha saputo rafforzarsi con il tempo, attraverso la volontà forte e determinata che nelle ultime stagioni ha spinto la società trentina a fare di necessità virtù, ad investire con convinzione su settore giovanile e integrazione. Risorse essenziali per pensare al futuro di questa disciplina, tenacemente aggrappata alle sue tradizioni eppure in continua, inarrestabile evoluzione, prossima a fare il suo ingresso ai Giochi Olimpici. Il futuro è appena cominciato, da questo meraviglioso scudetto.
TRENTINO – PIANORO 192 - 127
TRENTINO: Fida H.; Alaud; Anwar; Rizwan; Naveed; Shakeel A.; Wakeel A.; Bhatti; Hasnat; Waqas A.; Waseen A.
PIANORO: Jayasena; Poli; Mushtaq; Rodrigo; Akbar; Qureshi; Sivalingperumal; Del Giglio; Hussain; Minghetti; Wallige.
Arbitri: Rasel e Rakbir.
Il Trentino Cricket, sodalizio nato nel 1994, ha già vinto due titoli nazionali, nel 2005 con la formazione under 15, in finale con la Lazio, e nella passata stagione con la squadra under 19, in finale, guarda caso, proprio con Pianoro. I migliori risultati ottenuti in serie A sono stati la semifinale del 1997 e la finale raggiunta nel 2000, entrambe perse con le Capannelle Roma. Nel 2001 la stagione più nera coincisa con la retrocessione dopo la promozione nella massima serie ottenuta nel 1996, una parentesi chiusasi immediatamente con il pronto ritorno in A nel 2003, categoria mai più abbandonata. I giocatori più rappresentativi in questo momento sono Alaud Din, pakistano trapiantato da anni in Trentino, vive e lavora a Rovereto, un ex visto che con la maglia del Pianoro ha conquistato tre scudetti consecutivi, dal 2006 al 2008, punto fermo della nazionale italiana allenata da Joe Scuderi che tra breve prenderà parte al torneo di qualificazione ai campionati mondiali nella formula Twenty20, e il giovanissimo Waqas Asghar, 17 anni, titolare della squadra azzurra di categoria attesa in agosto ai campionati Europei di scena nell’Isola di Man, in Inghilterra.
(fonte Trentino Cricket)
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