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Schwazer shock: squalificato dalle Olimpiadi per doping

Una gran brutta botta. Dal punto di vista umano e sportivo, per tutto lo sport italiano ma soprattutto per lo sport regionale. Il marciatore altoatesino Alex Schwazer è stato escluso dai Giochi olimpici di Londra e per la motivazione peggiore per un'atleta, ovvero essere ricorso al doping. Nel pomeriggio di oggi, infatti, al campione olimpico della 50 km di marcia di Pechino è stato notificato una positività in un test antidoping svolto dalla Wada prima delle Olimpiadi britanniche. Nel suo sangue sarebbero state trovate tracce di Epo o metaboliti dell'Epo. Immediata l'esclusione dalla truppa olimpica azzurra per Schwazer, che ha immediatamente ammesso le proprie colpe. «Ho sbagliato, adesso la mia carriera è finita», ha dichiarato all'Ansa l'altoatesino. «Meglio che non mi chieda come sto, ho sbagliato...Volevo essere più forte per questa Olimpiade, ho sbagliato». Ora il marciatore azzurro sarà squalificato dalla Giustizia sportiva, ma di qualunque entità sarà questo stop la carriera del marciatore regionale ha incassato oggi un bruttissimo colpo.

Di seguito il comunicato della Fidal nazionale sul caso Schwazer.
La Federazione Italiana di Atletica Leggera ha ricevuto nel pomeriggio di oggi, a Londra, notizia della positività ad un controllo antidoping del proprio atleta Alex Schwazer, e la conseguente decisione, assunta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, di escluderlo dalla squadra olimpica.
Nel condividere pienamente la scelta operata dal CONI, la FIDAL esprime profonda delusione e disappunto per l’accaduto, sottolineando al contempo la propria ferma posizione di condanna nei confronti di ogni forma di doping. La direzione intrapresa dall’atletica italiana su questo tema non è nuova, non ha mai ammesso, e mai ammetterà, deviazioni di alcun tipo.

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