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martedì 25 giugno 2019
Crescita e stabilità: il modello Südtirol per la nuova stagione

È stato l’ennesimo anno ricco di soddisfazioni quello conclusosi per il Südtirol. La realtà bolzanina è una delle più stabili ad alti livelli della Serie C italiana, specie di questi tempi in cui il numero di partecipanti in campionato rimane incerto fino addirittura a torneo iniziato. La squadra è giunta sesta in classifica dietro il Monza, squadra proprio contro cui è stata eliminata nella corsa playoff in virtù della peggiore posizione in classifica. In Coppa Italia il cammino è stato forse ancora più soddisfacente. Tre turni superati contro Albalonga (successo questo pronosticabile), Venezia (improbabile) e Frosinone (straordinario), salvo poi arrendersi onorevolmente 2-0 al Torino, compagine di tutt’altra caratura.
Quali sono però le prospettive della squadra altoatesina per l’anno che verrà? Forse è presto per parlare, ma possiamo già prevedere che nel prossimo anno la società punterà a una stagione sulla falsariga della precedente: un’annata regolare, da concludersi nella parte alta della classifica, senza però particolari ambizioni di promozione. D’altronde anche i bookmakers non fanno rientrare la squadra altoatesina tra le papabili formazioni candidate alla promozione in B. In un’apposita sezione di questo sito internet è possibile consultare l’elenco degli operatori che propongono le quote relative alla stagione di C dove militerà il Südtirol nella prossima stagione. Promozione in B difficile dunque? Vediamo perché.
Innanzitutto la questione allenatore: dopo l’addio di Paolo Zanetti, partito in direzione Ascoli dopo due ottime annate, la dirigenza non ha ancora nominato un nuovo allenatore e non si sa quando questo avverrà. Siamo ancora a fine giugno, ma è prevedibile che con una nuova guida tecnica sia difficile (sempre che si voglia) provare da subito a fare il grande salto.
La rosa, inoltre, dovrà inoltre essere rinnovata. Come comunicato dalla società diversi giocatori, quasi tutti in prestito da squadre più blasonate, sono ripartiti verso i rispettivi lidi: si tratta del portiere Nardi, di Casale, Della Giovanna, Antezza, Romanò e del ligure Oneto. Si dovranno trovare dei sostituti, specialmente in porta.
Per mantenere la posizione, la società dovrà inoltre investire su un attaccante di peso e ciò probabilmente verrà definito dopo l’arrivo del nuovo allenatore, che potrebbe o valorizzare elementi della rosa quali Romero e Turchetta o apportare cambiamenti, magari portando in Alto Adige uno dei propri pupilli. Nella scorsa annata i biancorossi sono andati a rete solamente 42 volte in 38 partite e le reti, specialmente in attacco, sono mancate. Anche se la Serie C è un torneo in cui segnare poche reti può non pregiudicare l’andamento di una stagione una media reti segnate di poco più di una a partita non è sufficiente per puntare in alto. In Serie C spesso fanno la differenza esperti attaccanti provenienti dalla Serie A e B, come hanno fatto vedere molto bene Tavano e Moscardelli quest’anno: sarà la volta del Südtirol?
D’altro canto, però, sottolineiamo la stabilità societaria e il fatto che alcuni elementi chiave della squadra continuino la propria esperienza a Bolzano. È ovviamente il caso del capitano Hannes Fink, vera bandiera della società da dieci anni ormai, ma anche di elementi meno “autoctoni” e di più recente arrivo come il centrocampista cosentino Francesco De Rose (36 presenze quest’anno) e del difensore francese Kevin Vinetot, che qui ha trovato stabilità dopo anni a girovagare nella provincia italiana.
La società ha inoltre una politica gestionale ben precisa, che mira allo sviluppo del settore giovanile: i successi della prima squadra non devono avvenire a discapito della crescita del vivaio biancorosso. Ultimo di una numerosa lista il centrocampista quindicenne Luca Polli è passato alla Sampdoria e lì continuerà la propria crescita.
Sembra dunque difficile che il modello di sviluppo altoatesino, che finora ha portato a due lustri ininterrotti nella terza maggior serie italiana e ad una continuità che fa invidia a molti specialmente in un territorio senza tradizione calcistica possa portare ad un passo “più lungo della gamba” quale sarebbe un’eventuale promozione in Serie B. Allo stesso tempo però sembra difficilissimo pronosticare una stagione negativa per il Südtirol: la squadra è stabilmente nei piani alti della propria categoria e non si vedono ragioni per cui questo non si possa ripetere nella stagione che verrà.

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