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lunedì 4 novembre 2019
Gli stadi si preparano all’addio ai propri sponsor

Si è parlato molto di quello che è successo al mondo del calcio da un anno a questa parte. Tutto quello che è stato apportato dal decreto dignità, almeno in parte, è stato introdotto nell’attuale modello di gioco e nei campi di calcio in Italia.
Per chi non avesse seguito la vicenda, questo decreto implica che gli sponsor delle squadre di calcio non possono essere di natura legata al gioco d’azzardo o affini. In poche parole, per la maggior parte degli sponsor delle squadre di calcio non sarà permesso supportare una squadra come avveniva in passato.
Avevamo già visto come questo decreto abbia colpito numerosi settori legati al gioco, obbligando tra l’altro numerose sale gioco a rimuovere insegne o cartelli che invitano a giocare. Niente più vignette sgargianti su Starburst o altri giochi di slot popolari quindi, ma solamente cartelli informativi riguardo al tipo di attività offerta.
Adesso il turno è arrivato per i soggetti che più ne risentiranno, ovvero le squadre di calcio. Gli sponsor legati al mondo del gioco d’azzardo sono i prossimi, che, alla scadenza del loro contratto, non potranno più operare come tali insieme alle squadre di calcio italiane.
Cosa comporta questo? Meno fondi per le squadre stesse, quindi meno denaro per pagare la manutenzione delle strutture di calcio, gli stipendi dei giocatori e tutte le figure legate ad una società calcistica. Una bella botta, che per alcuni club di calcio minori potrebbe segnare un crollo delle entrate netto ed alcune rinunce nel loro organico.
Insomma, un cambio che colpirà dritte al cuore quelle società che per un motivo o per l’altro hanno meno visibilità e soffrono nel cercare sponsor che possano permettere a loro di stare a galla e competere con squadre del rango di Juventus o Milan.

Cosa ne pensano i club calcistici


In tutto questo la domanda sorge spontanea, cosa ne pensano i club di calcio? Ovviamente, quando la legge è stata approvata, la reazione delle squadre di calcio non è stata molto positiva. Come sappiamo bene gli sponsor legati al mondo delle scommesse sono sempre in prima linea quando c’è la possibilità di sponsorizzare uno stadio e sono ben felici di mettere il loro nome sui cartelloni a bordo campo.
Dopotutto le cifre che si aggirano intorno alle sponsorizzazioni delle squadre italiane sono ben note e capaci di sostenere da sole gli stipendi di alcuni giocatori e dirigenti.
Al momento, il clima intorno a questo fenomeno è piuttosto confuso e lascia aperte numerose incognite. Preso i cartelloni a bordo campo dovranno in un modo o nell’altro sparire negli stadi italiani, per fare posto a pubblicità “più etiche” e adatte ad ogni tipo di pubblico, sia adulto che non.
Quello che ci rimane da fare è condividere questa incognita con tutti coloro che frequentano abitualmente gli stadi, per vedere se, la mancanza di questo tipo di pubblicità, inciderà sulla qualità dei servizi nelle strutture ospitanti le partite di calcio oppure no.

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